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Hy everyone.
My self-presentation is not needed, I suppose: I am the subject of this thread.
This is the exact text, word by word, of my e-mail message sent to Alfonso Bertazzi at 23.04 04/01/2008:
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Ciao Alfonso. Sì, mi ricordo di te. Ricordo che abbiamo dialogato piacevolmente sul ng, ma non rammento il tema della discussione. Ho sempre letto con molto interesse i tuoi post, ma apprendo ora da te che non partecipi più alla vita del gruppo. Io stesso mi sono limitato a un paio di interventi negli ultimi due anni, per il resto leggiucchio rarissimamente, ma proprio non ho tempo.
Ho appena letto la discussione che mi hai segnalato. Interessante. Non è la prima, sui vari forum che si occupano di musica classica: i toni sono sempre gli stessi. E mai nessuno che si decida ad aprire il suo programma di posta per scrivermi e chiedermi "come faccio". Il "come faccio" secondo me per un musicista, o quantomeno un conoscitore della musica non superficiale, dovrebbe essere ovvio. E infatti tu l'hai capito perfettamente. Altri pianisti l'hanno capito, mi hanno scritto per chiedere conferma, e siamo diventati amici, seppure in forma elettronica.
Per essere più precisi: prendo un pezzo, lo leggo a velocità ridotta, lo rileggo a velocità di esecuzione, o quasi (dipende dalla difficoltà). Durante questa fase definisco i criteri d'interpretazione. Quindi registro. A velocità ridotta, certamente. Quanto ridotta dipende sempre dalla difficoltà tecnica (ho una discreta facilità di lettura, e questo aiuta molto, e quasi sempre conosco già da molti anni i pezzi che sto per incidere, anche se non li ho mai studiati in maniera ortodossa, o magari li ho solo fatti studiare ai miei allievi). Per la registrazione uso Sonar. Cerco di buttarmi il più possibile, ma NON correggo gli errori in Sonar. Se il passaggio non è perfetto mi fermo, cancello da dove ci sono problemi, riprovo il passaggio e poi riprendo la registrazione facendo partire il midi da un po' prima, a volte parecchio prima. Non uso Gigastudio se non per le registrazioni con altri strumenti che non siano a tastiera La tecnica, velocità a parte (e non sempre), non è diversa da quella del montaggio audio nelle sale di incisione tradizionali. Recentemente ho visto un filmato di Glenn Gould che registrava Bach cucendo, ricucendo, ripetendo, smontando e rimontando. Il risultato è fantastico, musicalmente parlando. A me non è mai passato per l'anticamera del cervello di smontare la mia lavatrice per vedere come fa, senza mani, a lavare così bene. Mi interessa che il bucato sia pulito.
Il concetto del bucato, trasferito al mio lavoro, è questo: non me ne importa niente delle mie mani (a maggior ragione trovo imbarazzante che se ne preoccupi qualcun altro), di quanto sia considerato bravo o maldestro, leale o disonesto, mi interessa che quella musica venga conosciuta da tanta gente, potenzialmente da tutti. Non il suo esecutore, ma la musica. So per certo che ci sono tantissimi studenti che si servono di alcune mie registrazioni per trarre suggerimenti. I miei stessi allievi sono fra questi (così non mi telefonano a orari impossibili per chiedermi come si realizza un abbellimento, perché se lo erano dimenticato). Ho anche registrato apposta, su richiesta, dei pezzi che dovevano essere eseguiti a breve ad un esame, o a un saggio, e dei quali non c'erano incisioni disponibili (con il maestro in tournée, o al mare...). I partecipanti a quel forum non hanno nemmeno pensato di andare a vedere la mia home page in italiano, quindi non sanno che sono un insegnante. Poco male.
Ti ringrazio molto per la "soffiata", ma credo che non interverrò in quella discussione. Il mio inglese è pessimo, fra l'altro, e non riuscirei a spiegare convenientemente che secondo me un musicista non è un circense, e che un esecutore deve essere al servizio del compositore, e non della propria fama. Peraltro i loro sospetti si basano sugli indizi sbagliati: nelle esecuzioni solistiche ovviamente non uso il metronomo (nei duo e negli ensemble sì, altrimenti sfido chiunque ad andare a tempo con un partner che non si vede; chi ci ha provato, non faccio nomi, ha combinato disastri), quindi se dicono che suono perfettamente a tempo mi fanno un complimento: uno scarto nell'agogica a velocità ridotta si amplifica accelerando. In realtà nelle mie registrazioni gli scarti li sento eccome, e qualche volta sono palesemente eccessivi. La prova che baro sulla velocità si trova facilmente ascoltando la dinamica dei trilli: io ho una grandissima facilità nell'esecuzione degli abbellimenti, ma certe volte sembro una macchina da cucire... neanche ABM poteva tanto, benché spaccasse le noci col mignolo, con nonchalance, per stupire i commensali. C'è una lunga serie di trilli nella parte finale della Grande Fuga op.133 di LvB che sembra l'allarme dell'ascensore del mio condominio. Il rilievo dell'infallibilità tecnica, beh, è ridicolo: chi è che lascia degli errori nelle registrazioni in studio?
Conosci quell'aneddoto raccontato in più di un'occasione da Piero Rattalino... di quella ragazza molto raccomandata che arrivò a incidere un disco, nonostante non fosse proprio un pianista fenomenale. Dopo aver ascoltato il laboriosissimo montaggio della sua registrazione con un tecnico del suono, lei disse: "Bene, no?" E l'altro: "Le piacerebbe saper suonare così, vero signorina?".
Comunque, per concludere, c'è un pianista di cui non ricordo il nome e di cui credevo di avere conservato un link (ma mi sbagliavo) ad un sito approntato da lui, che adopera esattamente il mio sistema. Lo ha dichiarato nel sito spiegando per filo e per segno cosa fa e perché lo fa. Spiega anche che suonare a una velocità diversa da quella definitiva è molto difficile perché bisogna tradurre al volo il significato musicale di quello che si sta eseguendo proiettandolo sull'esecuzione "ufficiale". E' vero che non è facile, richiede una lunga esperienza, ma è certamente più difficile suonare tutto alla velocità giusta. Insomma, non mi sembrava il caso di spiegarlo, sa tanto di excusatio non petita, e comunque lo capiamo in dodici. Peraltro dai demo avevo ricavato una ben modesta impressione (non ha per esempio risolto la grana del timing del pedale di risonanza, e non ha capito che i movimenti dei salti vanno rallentati esattamente come tutto il resto).
Ciao, e ancora grazie.
Claudio
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_________________ Claudio Colombo
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